Pubblicato il 24 Settembre 2026

Longevità: tradizione e scienza botanica per una salute di lungo corso

Quanto tempo viviamo e quanto a lungo viviamo bene non sono la stessa cosa. Ma se il concetto di lifespan (durata della vita) è stato scientificamente formalizzato già nei primi anni del XX secolo con lo sviluppo della biologia moderna, della demografia e delle tabelle di mortalità, quello di healthspan (durata della vita in salute) è stato introdotto negli anni Sessanta del Novecento in ambito geriatrico, ed è divenuto di uso comune solo in questo nuovo secolo, associato al termine “longevità”.

Tra il 1950 e il 2020 la popolazione mondiale è quasi triplicata e l’aspettativa di vita è passata da 47 a 73 anni, cioè ben 26 anni, effetto che in molti Paesi, in concomitanza con un inarrestabile inverno demografico, ha provocato un visibile invecchiamento della popolazione. Tuttavia, il divario medio globale tra lifespan e healthspan non si è ridotto di pari passo ed attualmente è di circa 9 anni. Quasi un decennio di vita con patologie croniche, dipendenza da molti farmaci e necessità di essere assistiti, che ha un notevole costo sulla sanità pubblica e, più in generale, sulla società. È il "decennio perduto" che la medicina contemporanea ha posto al centro della propria agenda di ricerca.

Ma quanto incide la genetica sulla longevità? Mentre un tempo si pensava, in base a studi compiuti su coppie di gemelli, che i fattori genetici influissero per un 20-30%, oggi si stima che, al netto della mortalità estrinseca – cioè per morti dovute a eventi violenti, infezioni o incidenti – l’influenza arrivi al 50-55%.

Può sembrare una brutta notizia, ma, se guardiamo il bicchiere mezzo pieno, ci accorgiamo che l’altro 50% è totalmente nelle nostre mani e dipende dal lifestyle, cioè dalle nostre abitudini di vita.

È in parte il segreto delle Blue Zones, le cinque aree geografiche del pianeta in cui le popolazioni vivono più a lungo e in migliore salute: ciò che accomuna le loro comunità non è solo la longevità anagrafica, ma la qualità dell'invecchiamento: attività fisica regolare, attitudine mentale positiva, spiritualità, forti legami sociali e familiari sono fattori chiave, con il ruolo centrale di una dieta prevalentemente vegetariana (caratterizzata da un elevato consumo di legumi), e ricca di polifenoli.

I tre pilastri biologici dell’healthspan

La ricerca scientifica degli ultimi anni ha identificato alcune leve biologiche su cui intervenire per estendere l’healthspan. Tra questi, oltre a un’attività fisica moderata ma costante, tre fattori emergono con particolare evidenza dalla letteratura scientifica.

Lo stato ossidativo e infiammatorio. L'inflammaging — l'infiammazione cronica di basso grado associata all'invecchiamento — è oggi considerato uno dei principali driver del declino biologico. Un processo sistemico che nel tempo danneggia i tessuti, altera il metabolismo cellulare e aumenta il rischio di tutte le patologie croniche correlate all'età: cardiovascolari, metaboliche, neurodegenerative, oncologiche. Lo stress ossidativo è strettamente correlato all’inflammaging.

La qualità del sonno. Il sonno è uno dei più potenti meccanismi rigenerativi dell'organismo. Durante il sonno profondo si attiva la clearance di proteine neurotossiche (come i β amiloidi, il cui accumulo può danneggiare il cervello), si consolida la memoria, si regolano i livelli ormonali, si riparano i tessuti. Un sonno cronicamente insufficiente o di scarsa qualità accelera il declino cognitivo, altera la funzione metabolica e immunitaria, e aumenta il rischio cardiovascolare.

La salute dell'intestino e del microbiota. L'intestino — con i suoi oltre 100 milioni di neuroni — è sempre più riconosciuto come un asse portante per un invecchiamento sano. Il microbiota intestinale influenza l'immunità, il tono dell'umore, il metabolismo energetico e persino la funzione cognitiva attraverso l'asse gut-brain. Una disbiosi intestinale prolungata contribuisce all'infiammazione sistemica, alla riduzione degli acidi grassi a catena corta (SCFA) e a una cascata di effetti negativi sull'intera fisiologia dell'organismo.

Tre pilastri, tre aree d'intervento per le quali la scienza offre oggi estratti botanici rigorosamente testati, a supporto dell’uso tradizionale.

Il melograno: da tremila anni l’antiossidante per eccellenza

Il melograno (Punica granatum L.) è una delle piante più antiche e simboliche della cultura mediterranea e del Medio Oriente. Nella mitologia greca era il frutto di Persefone, regina degli Inferi e della rinascita ciclica; nella tradizione ebraica rappresenta la pienezza e la saggezza; nell'antico Egitto era sepolto accanto ai morti come viatico per l'aldilà, simbolo di vita eterna; nella Persia antica era il frutto dei guerrieri, consumato prima della battaglia per aumentare la resistenza; infine, nella tradizione cristiana è associato alla Redenzione. Ciò che accomuna tutte queste tradizioni è che il melograno ricorre come simbolo di fertilità, salute e immortalità: un'intuizione che la biochimica contemporanea ha iniziato a decifrare con strumenti molto più precisi.

Principi attivi e fitocomplesso.

L'estratto di frutto di melograno contiene ellagitannini, la classe di polifenoli predominante nel fitocomplesso — punicalagine e il suo derivato, l'acido ellagico —, oltre a composti fenolici minori. È il profilo chimico dell'estratto di melograno EPO Made in Sicily.

Meccanismo d'azione: antiossidante e antinfiammatorio.

Gli ellagitannini e le antocianine del melograno esercitano una potente e documentata attività scavenger dei radicali liberi, riducendo lo stato infiammatorio sistemico.

Studi in vitro (Sorrenti et al., 2019, Frontiers in Microbiology) hanno dimostrato la capacità dell'estratto, in combinazione con probiotici, di ridurre significativamente l'accumulo lipidico intracellulare e modulare l'espressione genica dei principali fattori trascrizionali dell'adipogenesi, con potenziali implicazioni nel controllo del peso, fattore anch'esso rilevante nella healthspan.

BlueCALM®: il sonno come cura, la Scutellaria come alleata

La neurofisiologia ha accertato che nessun animale dal sistema nervoso complesso può sopravvivere alla privazione totale del sonno. Ciò dimostra quanto il sonno sia fondamentale; eppure è una delle funzioni fisiologiche più sistematicamente trascurate nella vita contemporanea.

La scutellaria (Scutellaria lateriflora L.), erba perenne dei boschi del Nord America, ha una storia di uso tradizionale che risale ai popoli indigeni, che la utilizzavano per favorire il rilassamento, alleviare l'ansia e promuovere il sonno. In Europa era nota come rimedio calmante già nel XVIII secolo, quando i botanici illuministi la classificarono tra le piante medicinali di interesse. Nella medicina popolare nordamericana veniva chiamata "blue skullcap" per i suoi piccoli fiori azzurri a forma di elmo, e per la sua capacità di "calmare la testa" in senso letterale.

Oggi sappiamo che il suo fitocomplesso comprende flavonoidi (baicalina, baicaleina, wogonoside, wogonina), diterpenoidi (scutelaterin A, B e C), fenilpropanoidi (acido caffeico, cinnamico, cumarico e ferulico), oli essenziali, aminoacidi e melatonina.

BlueCALM® è l'estratto secco di Scutellaria lateriflora L. prodotto da EPO, standardizzato al 10% in baicalina, con filiera interamente italiana (lombarda e trentina) e certificato DNA per prevenire adulterazioni con camedrio (Teucrium chamaedrys L.), una pianta epatotossica morfologicamente simile. Studi in vitro hanno documentato le seguenti proprietà:

Attività antiossidante: BlueCALM® mostra un'attività scavenger sui radicali ABTS, con riduzione statisticamente significativa dei livelli di radicali liberi rispetto al controllo.

Attività anti-glicativa: BlueCALM® inibisce la formazione degli AGEs (Advanced Glycation End Products), composti dannosi derivanti dalla combinazione di proteine, grassi e zuccheri, coinvolti in numerose patologie degenerative croniche e nel processo di invecchiamento.

Inibizione del cortisolo: BlueCALM® ha anche dimostrato una significativa inibizione del rilascio di cortisolo, il cui eccesso cronico è associato a insonnia, ansia, depressione, osteoporosi e alterazione delle funzioni neuroendocrine e immunitarie. Tutti fattori che incidono direttamente sull’healthspan.

Olivellax®: la salute dell’intestino per un invecchiamento sano

L'intestino è il nostro secondo cervello: con oltre 100 milioni di neuroni e una superficie di scambio di circa 30 metri quadrati, il tratto gastrointestinale è molto più di un organo digestivo. È un ecosistema complesso — il microbiota intestinale — che influenza l'immunità, il tono dell'umore, la funzione metabolica e, come emerge sempre più chiaramente dalla ricerca, il ritmo dell'invecchiamento biologico.

La connessione tra salute intestinale e healthspan passa attraverso diversi meccanismi: la produzione di SCFA (acidi grassi a catena corta) da parte del microbiota, che nutrono le cellule del colon e regolano la motilità intestinale; la modulazione dell'infiammazione sistemica, che ha origine spesso da un intestino in disbiosi; l'asse gut-brain, attraverso cui il microbiota comunica con il sistema nervoso centrale influenzando umore, stress e funzione cognitiva. I ricercatori hanno identificato che alterazioni caratteristiche del microbiota nei soggetti anziani sono correlate al peggioramento dello stato di salute generale.

L'olivello spinoso (Hippophae rhamnoides L.) è un arbusto rustico delle zone costiere e montane dell'Eurasia, utilizzato come rimedio per regolare l'intestino fin dal XVI secolo. I suoi frutti arancioni sono un concentrato straordinario di polifenoli con il flavonoide isoramnetina come marker principale.

Olivellax® è l'estratto secco in polvere di Hippophae rhamnoides L. prodotto da EPO, standardizzato in isoramnetina, con filiera certificata DNA. Il suo straordinario fitocomplesso consente un meccanismo d'azione multiplo sul transito intestinale, documentato in vitro.

I derivati dell'isoramnetina esercitano infatti un'azione procinetica, cioè stimolano la peristalsi, mentre il mannitolo naturalmente presente nei frutti agisce come lassativo osmotico. Olivellax® modula inoltre l'espressione dell'acquaporina 3 (AQP-3), proteina transmembranaria che regola il trasporto dell'acqua nel colon, e contribuisce al ripristino dei livelli di SCFA.

Lo studio clinico randomizzato, in doppio cieco, con placebo (Morone et al., 2026, Nutrients) su 90 soggetti con stipsi cronica idiopatica (criteri Roma IV) ha dimostrato che 500 mg/die di Olivellax® per 28 giorni aumentano il numero di evacuazioni spontanee complete settimanali di oltre il 40%, normalizzano la consistenza delle feci secondo la Scala di Bristol (BSFS) e migliorano gonfiore, dolore addominale e senso di pesantezza.

La qualità che fa la differenza

Antiossidanti, qualità del sonno, salute del microbiota: tre leve biologiche, tre botanicals amici della longevità. La tradizione consolidata che accomuna melograno, scutellaria e olivello spinoso dimostra che la natura mette a disposizione risorse preziose per la nostra salute, ma è la standardizzazione degli estratti che rende il loro effetto riproducibile.

EPO Srl, con oltre 90 anni di esperienza nella produzione di estratti vegetali, garantisce per i propri estratti una titolazione in principi attivi con metodi analitici ufficiali e validati. Per i Branded Extracts (Dermogranate®, BlueCALM®, Olivellax®), EPO fornisce inoltre studi di efficacia con particolare attenzione alla bioaccessibilità e alla biodisponibilità.

Per informazioni sugli estratti EPO, visita www.eposrl.com o contatta il team commerciale EPO.

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