Pubblicato il 24 Marzo 2026

Olivello spinoso: dalla natura un aiuto prezioso per un intestino regolare

L’intestino è il nostro secondo cervello: possiede infatti più di 100 milioni di neuroni e la sua funzionalità è strettamente correlata a stress ed immunità. Almeno un terzo dei disturbi gastroenterici vengono classificati come “disturbi funzionali”: ciò significa che non hanno una causa organica o non sono secondari ad una patologia preesistente. Ciò nondimeno, essi hanno un impatto molto negativo sulla qualità della vita di chi ne soffre, con sintomi quali dolori addominali, gonfiore, senso di sazietà, nausea, vomito, diarrea o stitichezza. Gli integratori alimentari vengono ormai unanimemente riconosciuti come una possibile alternativa per contrastare questi disturbi, ma tra quelli a base di erbe, i lassativi contenenti antrachinoni (aloe, rabarbaro, senna, cascara e frangola) sono destinati a scomparire dal mercato nell’Unione Europea in quanto giudicati non sicuri da EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare.

In questo articolo scopriremo un arbusto europeo, l’olivello spinoso, le cui bacche vantano un lungo uso tradizionale nella regolazione dell’intestino: usate come purganti fin dal XVI sec., uno studio clinico, di recentissima pubblicazione, ha comprovato le sue proprietà benefiche nella stipsi cronica idiopatica.

Il ruolo dello stile di vita nella stitichezza

Si definisce stipsi cronica una condizione caratterizzata da defecazione incompleta e/o infrequente (meno di 3 volte a settimana). Questo disturbo colpisce dal 9 al 20% della popolazione globale, con prevalenza nelle donne e negli anziani. La ricerca scientifica ha messo in luce come la stitichezza sia correlata allo stress, a mutamenti del microbiota intestinale (disbiosi), alla sedentarietà e a cattive abitudini alimentari. Queste ultime includono un'insufficiente idratazione, diete povere di fibre (cereali integrali, verdura e frutta), ma anche orari irregolari nel consumare i pasti. Pertanto, il primo approccio per combattere la stipsi dovrebbe essere quello di migliorare il proprio stile di vita, ricorrendo solo in un secondo momento a rimedi per regolarizzare il transito intestinale. Dedicare il giusto tempo all’espletamento delle funzioni fisiologiche dovrebbe rientrare, infine, tra le proprie abitudini quotidiane. 

Le piante per regolare l’intestino

I preparati di origine vegetale che facilitano il transito intestinale costituiscono una categoria molto ampia di piante e loro derivati, che agiscono con meccanismi diversi.

Le fibre vegetali rappresentano normalmente il primo intervento nella stipsi; mentre le fibre insolubili dei cereali (crusca), indigeribili e non fermentabili, aumentano la massa fecale e migliorano il transito, le fibre solubili, quali gomme, pectine, mucillagini (queste ultime contenute nello psillio, ma anche nell’altea e nella malva), fermentano nel colon aumentando la massa fecale; inoltre, la loro fermentazione produce acidi grassi a catena corta (SCFA), una fonte di energia essenziale per le cellule del colon aumentandone la motilità intestinale.

Usati soprattutto in pediatria, i cosiddetti “lassativi osmotici”, come manna o tamarindo, contengono sostanze non assorbibili dall’intestino, che richiamano e trattengono acqua nel lume intestinale, attivando la peristalsi.

L’olio di mandorle dolci e quello d’oliva svolgono un’attività lubrificante ed ammorbidente del contenuto intestinale.

Gli integratori a base di antrachinoni hanno, invece, un effetto irritante sulla mucosa dell’intestino crasso, attivando dei riflessi locali che stimolano a loro volta la motilità intestinale. A causa della loro forte azione, vanno impiegati al bisogno e mai per lunghi periodi. Inoltre, gli antrachinoni, isolati dalla propria matrice, in alcuni studi sono risultati potenzialmente cancerogeni e genotossici (cioè in grado di provocare un danno al DNA cellulare), ragione per la quale l’EFSA ha ritenuto opportuno metterli sotto osservazione. 

Un nuovo approccio naturale: l’Olivello spinoso

L'olivello spinoso (Hippophae rhamnoides L., fam. Elaeagnaceae), diffuso in Eurasia, è un arbusto rustico, che sopporta il freddo intenso e i terreni salini. I suoi frutti, simili a piccole olive di color arancione, raccolti in grappoli abbondanti, contengono un fitocomplesso molto ricco e diversificato, che include polifenoli (flavonoidi, acidi fenolici, proantocianidine), carotenoidi e triterpenoidi; le bacche contengono anche vitamina C e mannitolo. Nella frazione polifenolica predominano i derivati dell’isoramnetina.

Oltre all’uso tradizionale noto da secoli, gli effetti lassativi e procinetici dell’olivello spinoso sono stati dimostrati in uno studio su modello animale ed ascritti ad un’attivazione parziale dei recettori muscarinici del sistema parasimpatico, cioè ad un’azione stimolatoria sulla muscolatura liscia dell’intestino; il sistema parasimpatico è quella parte del sistema autonomo (cioè indipendente dalla nostra volontà) che promuove il riposo, la digestione e il recupero energetico (“rest & digest”).  È noto che i derivati dell’isoramnetina, un flavonoide molto abbondante nel frutto, svolgono un’azione inibitoria sull’acetilcolinesterasi, l’enzima che degrada l’acetilcolina, il neurotrasmettitore del sistema parasimpatico, provocando una concentrazione di questo mediatore nelle sinapsi che a sua volta si traduce in un’azione stimolatoria della peristalsi; tuttavia, la presenza nel fitocomplesso dell’olivello spinoso di molecole di segno opposto (dotate quindi di azione inibitoria) eviterebbe il manifestarsi dei tipici effetti avversi dei farmaci parasimpaticomimetici, quali i crampi addominali.

In un altro studio, il nostro estratto di olivello spinoso (Olivellax®) si è dimostrato in grado di modulare l’espressione dell’acquaporina 3 (AQP-3), una proteina trans-membranaria che regola il trasporto dell’acqua all’interno del colon, con un meccanismo d’azione che ricorda quello dei lassativi osmotici.

Nello stesso studio è stato dimostrato che Olivellax® contribuisce al ripristino dei livelli di acidi grassi a catena corta (SCFA) in campioni fecali fermentati di soggetti affetti da stipsi, in cui tali livelli sono normalmente più bassi rispetto ai soggetti sani. È noto come un’alterazione del microbiota intestinale contribuisca all’insorgere della stipsi funzionale; come già menzionato, gli SCFA svolgono un ruolo importante nella funzionalità intestinale, in quanto agiscono sul muscolo liscio, aumentandone la motilità (azione procinetica).

Infine, uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, con placebo, ha dimostrato l’effetto regolarizzante di Olivellax® sull’intestino: alla dose di 500 mg/giorno ha aumentato di più del 40% il numero di evacuazioni spontanee settimanali, con miglioramento della consistenza fecale, misurata secondo la Scala di Bristol (BSFS), e di altri disturbi tipici legati alla stitichezza, quali gonfiore, dolore addominale e senso di pesantezza.

Per saperne di più sull’azione dell’olivello spinoso, scopri Olivellax®, il nostro estratto secco in polvere di alta qualità, standardizzato in isoramnetina.

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