5 percorsi per avviare una transizione sostenibile

5 percorsi per avviare una transizione sostenibile

Quando parliamo di transizione sostenibile, ci riferiamo alla necessità di una trasformazione radicale della società verso obiettivi di equità e di armonia con il Pianeta. I cambiamenti climatici, la diseguaglianza sociale e il rischio del diffondersi di nuove pandemie sono solo alcune delle crisi globali che ci aspettano. Anziché restare a osservare, gli individui ma soprattutto le imprese sono chiamati a fare la propria parte. 

Negli ultimi anni, un numero sempre maggiore di aziende sta avviando percorsi di transizione sostenibile. La crescente sensibilità dei consumatori su temi ambientali ed etici genera una più alta richiesta di prodotti e servizi green, oltre che una maggiore attenzione alle pratiche messe in campo dalle stesse aziende. 

Alle imprese si richiede di ripensare il loro ruolo rispetto a pressioni ambientali, sociali ed economiche, di definire obiettivi chiari e di perseguirli con miglioramenti graduali e consistenti, anche alla luce dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile

La transizione sostenibile non è altro che un viaggio verso una crescita più responsabile, in cui i percorsi possono essere molteplici. In questo articolo esploriamo cinque possibili strade che, intersecate tra loro, possono fare la differenza. 

1. Approvvigionamento responsabile

L’approvvigionamento delle materie prime e dei prodotti offerti è una delle prime tappe per avviare un percorso di transizione sostenibile. Nella scelta dei fornitori va considerato tanto l’impatto ambientale quanto quello sociale: da dove provengono le materie prime? Quali sono le condizioni di lavoro della manodopera? Non importa quanto il prodotto finale sia buono: se la catena di approvvigionamento ha dei lati oscuri, la reputazione aziendale ne risentirà.

Per EPO, il sostegno alle filiere delle piante officinali e alle imprese locali è un punto cardine della transizione sostenibile. Da sempre promuoviamo lo sviluppo sociale e culturale delle comunità in cui operiamo, attraverso programmi di sviluppo agronomico, lotta biologica e tutela degli insetti impollinatori. 

2. Investimenti in innovazione e ricerca

Investire in tecnologia e ricerca è un’altra strategia per rendere la propria attività più sostenibile ed efficiente. Un simile investimento permette di accrescere il valore dei prodotti e dei servizi offerti in termini di qualità, sicurezza ed efficacia. Non c’è un’unica strada per tutti: a seconda del campo in cui opera, ogni azienda può scegliere le soluzioni che offrono maggiori vantaggi sul lungo periodo. 

Anche EPO è fortemente orientata verso l’innovazione. Ogni anno investiamo importanti risorse in progetti R&S, brevetti, studi preclinici e clinici, pubblicazioni scientifiche, impiantistica e digitalizzazione. 

3. Formazione e coinvolgimento del personale

La sostenibilità non è un viaggio da fare in solitaria. Per le aziende è fondamentale coinvolgere nel processo i propri dipendenti attraverso la formazione e la motivazione. 

Adottare un codice etico con principi chiari e condivisi è un ottimo punto di partenza. Il rispetto delle pratiche da parte del team dovrà essere monitorato in modo costante, a partire dalle piccole azioni quotidiane. Sarebbe assurdo predicare la riduzione della carbon footprint se non si riesce neanche a fare correttamente la raccolta differenziata! 

Il coinvolgimento dei dipendenti, tuttavia, non deve essere a senso unico. Nuove idee e stimoli possono arrivare da qualsiasi direzione. L’ascolto e la messa in pratica dei feedback ricevuti renderanno il team ancora più partecipe e coeso. 

Dal 1 giugno è entrato in vigore il nostro nuovo Codice etico. Clicca qui per saperne di più.

4. Proteggere la biodiversità e ridurre l’impronta ambientale 

L’uomo e le altre specie viventi sono legate da fili sottilissimi ma tenaci, che rischiano continuamente di essere spezzati. Proteggere la biodiversità è essenziale per la sopravvivenza e la salute di tutti. Come farlo? Riducendo gli sprechi, il consumo di acqua e l’utilizzo di plastica negli imballaggi, scegliendo elettricità da fonti rinnovabili, sostenendo progetti a favore della biodiversità… Le possibilità sono molteplici e cambiano da business a business. 

Da anni in EPO ci impegniamo a diminuire la quantità di scarti e sottoprodotti vegetali, studiando insieme a enti di ricerca e Università possibili impieghi alternativi, per dare una “seconda vita” a tutto ciò che può essere riutilizzato.

In ambito agronomico sosteniamo progetti per la tutela di specie vegetali e animali protette, collaborando con Università e realtà del territorio. 

5. Promozione della cultura 

La sostenibilità passa anche dalla consapevolezza culturale. Sapere da dove veniamo e di quale eredità siamo custodi ci fa sentire più responsabili verso il futuro. Alimentare il sapere, la curiosità e l’entusiasmo delle giovani generazioni è la chiave per un mondo più sostenibile. 

Per noi di EPO scienza, cultura e arte sono inseparabili. Per questo supportiamo associazioni impegnate nella valorizzazione delle esperienze artistiche e nella tutela del paesaggio, come il Fondo Ambiente Italiano

In collaborazione con enti di ricerca e Università, sosteniamo progetti che mettono le piante officinali in relazione al mondo della cultura e dell’arte, e svolgiamo una continua opera di sensibilizzazione attraverso i nostri canali social. 

Il nostro percorso non nasce dall’oggi al domani, ma è il risultato di una progettazione e di un impegno nel tempo, che hanno portato a una nuova consapevolezza e a un nuovo modo di fare impresa. Per dirlo con le parole del nostro CEO Mirella Rigamonti Rodi: “Si tratta di un cambiamento culturale importante, ma imprescindibile, che richiede il coinvolgimento di tutti gli stakeholders e l’adozione di un modello circolare delle informazioni e delle conoscenze”.

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